…a lo of yo out dere probably neva even eard of da word.” Mi rifaccio prima di tutto all’inimitabile Ali G, noto comico e, pare, semiologo, che infatti sui media ne sa più di McLuhan. Una volta ha pure intervistato quel testone (letteralmente) di Newt Gingrich, che sabato scorso ha vinto a sorpresa le primarie in South Carolina. Momento topico della campagna di Gingrich: la veemente risposta, durante l’ultimo dibattito televisivo prima delle stess primarie, alla domanda del moderatore della CNN John King, che gli ha chiesto come prendesse il suo sputtanamento (letteralmente) ad opera della seconda ex-moglie, che tutti pensavano gli sarebbe costato parecchi elettori conservatori. Davvero, ci vuole il sarcarsmo di Ali G – there are just too many morons in “the media” – per capire perché King ha lasciato al candidato repubblicano tutta la libertà di cui aveva bisogno per scagliarsi contro la “maggior parte dei mezzi di comunicazione” negli Stati Uniti (testuali parole) ed ergersi così a paladino della classe media contro quello che da oltre quarant’anni, cioè dalla campagna elettorale di Nixon nel 1968, i repubblicani à la Gingrich chiamano con squisita ipocrisia “the establishment”, in questo caso quello dei media, appunto, e dello stesso Partito Repubblicano. Non è che mi interessino gli affari di letto dell’ex Speaker della Camera dei Rappresentanti, non proprio un outsider, che, tra l’altro, fu uno dei grandi inquisitori di Clinton ai tempi dello scandalo Lewinsky, quanto l’inanità del giornalismo di regime, come ha brillantemente spiegato Jon Stewart, un altro comico…
“The Media…
Pubblicato gennaio 25, 2012 Politics Lascia un commentoEtichette: 2012 South Carolina Primaries, Ali G, Giacomo Mazzei, Jon Stewart, Lo zio d'America, Newt Gingrich

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