Quel pezzo di merda…

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Mi sembra del tutto approppriato alle forme e ai contenuti dell’odierna politica repubblicana che le primarie del partito che solo un paio di anni fa era il megafono di George W. Bush si aprano con l’exploit in Iowa dell’ultraconservatore Rick Santorum. Era il lontano 29 maggio del 2003 e appena quattro settimane erano trascorse dal discorso di Bush sulla portaerei Lincoln, a celebrazione della “missione compiuta” in Iraq, quando Dan Savage, curatore della rubrica “Savage Love” su The Stranger di Seattle, allora ancora poco noto al grande pubblico, oggi giustamente famoso come autore, giornalista e attivista gay, pubblicò il risultato di un particolare sondaggio che riguardava proprio Santorum. Qualche tempo prima l’allora senatore della Pennsylvania si era opposto all’abrogazione da parte del Senato americano di certe vecchie leggi contro la sodomia, roba da inquisizione che pure durava da un pezzo, e durante un’intervista aveva equiparato il sesso tra omosessuali all’incesto, la bigamia, l’adulterio e soprattutto l’accoppiamento di uomini e cani. Nel corso della successiva polemica Savage chiese ai suoi lettori di battezzare come “santorum” un atto sessuale a scelta. Risposero in più di tremila e alla fine la più gettonata fu la seguente definizione, tecnicamente di un “sottoprodotto,” e cioè “la mistura schiumosa di lubrificante e materia fecale che a volte è il sottoprodotto del sesso anale.” Come a dire: “ci siamo divertiti tanto, ma poi ci siamo ritrovati le lenzuola piene di santorum.” Da allora, grazie a una campagnia di mobilitazione su Internet, quando si cerca “santorum” su Google, il primo risultato riporta la suddetta definizione e il collegamento al sito dove si trovano tutte le informazioni sul caso. E siccome è la satira che davvero, meglio di ogni altro registro, esprime i paradossi del Partito Repubblicano, date un’occhiata, a proposito del dibattito sui diritti dei gay in piena Era Bush, a un esilarante brano da Red, White and Screwed di Lewis Black, che se la prende anche con quel pezzo di merda…

P.S.: Ringrazio Dagospia, la bibbia del web italiano, per la visibilità data allo Zio.

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