La Crusca fa bene, però…

Accademia Crusca

…attenzione a non esagerare. Fuor di metafora gastrointestinale, è questo il succo della lettera che il presidente della fiorentina Accademia della Crusca, nata nel Cinquecento allo scopo di separare “il fior di farina” (la buona lingua) dalla crusca (appunto), ha scritto in risposta alla petizione “dillo in italiano” su Change.org. La petizione, che ha raggiunto circa 70.000 firme, chiedeva espressamente un intervento della Crusca, il cui presidente, Claudio Marazzini, ora afferma: “Non vogliamo fare la guerra all’inglese, ma vogliamo rammentare ai parlanti italiani che in molti casi esistono parole italiane utilizzabili, comode e trasparenti. Vogliamo provare a proporle a tutti come possibile alternativa, per promuovere la grande ricchezza lessicale ed espressiva della nostra lingua”. Marazzini promette anche una serie di iniziative, tra cui un sito Internet “per aiutare tutti a orientarsi tra vecchie e nuove parole straniere entrate nel nostro lessico, per capire quali sono i significati, gli usi, le alternative valide e possibili”. Esulta la promotrice della petizione, Annamaria Testa, che ringrazia i firmatari e rende disponibile un’ampia rassegna stampa sull’iniziativa ormai giunta alla meta. Persino oltremanica ne dà prontamente notizia il Telgraph, che già si era occupato della controversia sullo slogan pubblicitario della Marina “Be Cool and Join the Navy” (vedi post precedente). Ma intanto arriva l’ennesimo colpo basso dal solito Giorgio Pagano dell’Associazione radicale esperanto (vedi altro post), il quale in effetti non ha poi tutti i torti a prendersela con la Crusca, che, a quanto pare, per riprendere la metafora iniziale, di fibre cereali ha fatto anch’essa indigestione. Sì, perché se Vivi italiano, “portale dell’italiano nel mondo” creato dall’accademia in collaborazione con il Media Integration and Communication Center dell’Università di Firenze, viene presentato come “un repository informatico di materiali e strumenti rivolti agli italiani all’estero”, allora non resta che concludere renzianamente: shit!

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1 Response to “La Crusca fa bene, però…”


  1. 1 erminiaheller ottobre 15, 2015 alle 12:29 am

    La ricchezza lessicale di cui gode la nostra lingua è estremamente affascinante. E a tal proposito per quanto riguarda la mia personale esperienza ho notato che usare latinismi in inglese conferisce carattere e spessore culturale. Ma penso anche che non dovremmo sottovalutare la grandezza e l’importanza dell’inglese e dei suoi termini che si sono diffusi nell’uso quotidiano della lingua parlata; oggigiorno l’inglese (per chi vuole mettere il naso fuori dalla propria patria, si intende) è il nostro pane di ogni giorno.
    Amen.
    O so be it, whatever.


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